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Le superiori sono il buco nero della scuola italiana

Le superiori sono il buco nero della scuola italiana Thomas Manfredi I risultati del test PISA sottolineano i problemi delle scuole italiane, soprattutto al Sud

UNO DEI PIÙ IMPORTANTI ELEMENTI SU CUI PUNTARE PER FAR RIPARTIRE L’ITALIA, OLTRE CHE UNO DEI PROBLEMI FORSE PIÙ PRESSANTI PER I NOSTRI GIOVANI È SENZA DUBBIO L’ISTRUZIONE. Spiace che la nostra scuola, luogo in cui si formano le conoscenze e gli strumenti cognitivi necessari per la realizzazione personale e sul mercato del lavoro sia molto spesso la grande assente del dibattito pubblico. Spiace particolarmente perché, preveniamo i lettori, L’ISTRUZIONE IN ITALIA NON VERSA IN UN BUONO STATO DI SALUTE. LE NOSTRE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE INFERIORI SEMBRANO FUNZIONARE IN MANIERA PIÙ CHE BUONA NEL CONFRONTO INTERNAZIONALE, MENTRE LA MAGGIOR PARTE DEI PROBLEMI SEMBRA ANNIDARSI NELLE NOSTRE SCUOLE SUPERIORI. In pochi anni, studenti che sembrano avere una buona dose di conoscenze perdono posizioni drammaticamente, se comparati ai “colleghi” in paesi simili al nostro. DAL 2000 L’OCSE, IN COLLABORAZIONE CON I PAESI MEMBRI ED ALTRE ECONOMIE AVANZATE, HA LANCIATO UN PROGRAMMA INTERNAZIONALE DI VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI 15ENNI, IL PROGRAM FOR INTERNATIONAL STUDENT ASSESSMENT (PISA) i cui risultati sono una miniera di informazioni utile sia per gli operatori del settore che per i così detti policy makers. (1) Le scuole superiori italiane, secondo l’ultima indagine PISA disponibile, non eccellono nel contesto internazionale. IL GRAFICO 1 MOSTRA I RISULATI PER I TEST DI COMPRENSIONE DEL TESTO E DI MATEMATICA. IN ENTRAMBI IL NOSTRO PAESE SI SITUA BEN AL DI SOTTO DELLA MEDIA OCSE, soprattutto per quanto riguarda il secondo indicatore. IL VALORE MEDIO NASCONDE PERÒ FORTISSIMA VARIANZA REGIONALE. Come mostrato dal grafico 2, IL RANGE DI VARIAZIONE FRA LE REGIONI ITALIANE È SIMILE A QUELLO OSSERVATO FRA IL PAESE OCSE PIÙ PERFORMANTE, LA COREA, E QUELLO MENO PERFORMANTE, IL MESSICO. LA DIFFERENZA FRA NORD E SUD È ABISSALE. Seppure con QUALCHE LIETA ECCEZIONE – LA PUGLIA – ANCHE I RISULTATI SCOLASTICI SEMBRANO DESCRIVERE UN PAESE SPACCATO NETTAMENTE IN DUE, CON ALCUNE PUNTE DI ECCELLENZA (NORD-EST, VALLE D’AOSTA, LOMBARDIA) SEGUITE DA VERE EMERGENZE (CALABRIA, CAMPANIA E SICILIA SU TUTTE). A solo titolo di curiosità la Calabria, la regione italiana meno perfomante, si situa non troppo distante da paesi come la Serbia e la Bulgaria, che con tutto il rispetto hanno un livello di PIL pro-capite nettamente distante da quello italiano. Grafico 2. Performance media nelle regioni italiane MA QUALI SONO LE PRINCIPALI DETERMINANTI DI QUESTI RISULTATI NON PARTICOLARMENTE BRILLANTI?

Nell’analisi dell’Ocse, ciò che balza all’occhio è il grado allarmante di disomogeneità fra istituti. Esiste un forte effetto di selezione degli studenti nelle scuole; queste ultime risultano composte per lo più di studenti con background sociali ed economici simili e per di più con risultati altrettanto simili all’interno di scuole similari. COME MOSTRATO DAL GRAFICO 3, L’ITALIA HA INDICI DI INCLUSIONE ACCADEMICA (SEGREGAZIONE INTELLETTUALE) E SOCIALE (SEGREGAZIONE ECONOMICO-SOCIALE) AL DI SOTTO DELLA MEDIA. (2) I due fenomeni sono ovviamente correlati - fenomeno ben descritto dalla nuvola di punti nel grafico - ma l’Italia appare un outlier quantomeno per il primo. Grafico 3. Inclusività accademica e sociale nei paesi Ocse La storiellina delle scuole di grado A e B, tanto cara ai nostri politici, non è un qualcosa da evitare o da sollevare come spauracchio ad ogni tentativo di riforma: è una situazione da cui uscire, visto che pare già essere la norma del nostro sistema d’istruzione. PARTE DI QUESTO FENOMENO – COME GIÀ DETTO - SCATURISCE DALLE DIFFERENZE TERRITORIALI, ma pare non esaurirlo. LE SCUOLE NELLE GRANDI PERIFERIE, NELLE ZONE DISAGIATE, SOFFRONO DEGLI STESSI TIPI DI PROBLEMA. In questi casi, PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE, CI SI DOVREBBE CONCENTRARE INNNANZITUTTO SUL MIGLIORAMENTO DEL PROCESSO DI SELEZIONE DEGLI STUDENTI – IN MODO CHE SIANO FORMATE DA CAMPIONI SIMILI ALL’INTERO SPACCATO DI SOCIETÀ SOTTOSTANTE – E IN SECONDO LUOGO NELL’INVESTIRE RISORSE ED ESPORTARE BEST PRACTICES NELLE SCUOLE CON PERFORMANCE SOTTO LA MEDIA. Non si può certo addossare alla “concorrenza” fra istituti questo stato di cose, visto che la concorrenza in pratica non esiste. Per quanto riguarda le risorse utilizzate, vale la pena menzionare le caratteristiche organizzative degli istituti che sembrano correlate con le condizioni socio-economiche medie delle scuole ovvero: IL RAPPORTO STUDENTI/PERSONALE DOCENTE, LA PERCENTUALE DI DOCENTI CERTIFICATI, E LA PERCENTUALE DI PROFESSORI LAUREATI. SCUOLE SVANTAGGIATE DA UN PUNTO DI VISTA SOCIALE HANNO UN RAPPORTO ALUNNI/PROFESSORI PIÙ FAVOREVOLE, TUTTAVIA QUESTI ULTIMI SEMBRANO IN MEDIA MENO PREPARATI (O CERTIFICATI) DI QUELLI IN SCUOLE “MIGLIORI”. È ABBASTANZA SORPRENDENTE: IL FLUSSO DI RISORSE AGGIUNTIVO INVESTITO GIUSTAMENTE IN PERSONALE DOCENTE NELLE SCUOLE PIÙ SVANTAGGIATE SEMBRA NON DARE I FRUTTI SPERATI, VISTA LA DIFFERENZA NEI RISULTATI. NON SARÀ CHE VI È UN PROBLEMA DI QUALITÀ DI INSEGNAMENTO, PIÙ CHE DI SPESA? ANCHE LA DOTAZIONE FISICA DI HARDWARE DESCRIVE LO STESSO FENOMENO: LE NOSTRE SCUOLE SVANTAGGIATE INVESTONO PIÙ CHE PROPORZIONALMENTE IN SUPPORTO TECNICO-DIDATTICO. Quindi il gap di capitale fisico non sembra supportato dai dati (sebbene altri paesi abbiano in realtà coefficienti più alti) Ma in un contesto di vincolo di bilancio stringente, ciò dovrebbe essere prioritario è la valutazione – anche draconiania – dell’insegnamento. SE CI SONO POCHI SOLDI DA SPENDERE MEGLIO FARLO IN ATTIVITÀ CON ALTI RITORNI, VISTO CHE I SOLDI SPESI SINORA NON SEMBRANO AVER CHIUSO DI MOLTO IL GAP ESISTENTE. È bene sottolineare che NON SERVE SPENDERE MOLTO DI PIÙ. IN MEDIA NEL 2009 IN ITALIA LA SPESA MEDIA PER STUDENTE NEL CICLO SECONDARIO SUPERIORE ERA LEGGERMENTE AL DI SOTTO DELLA MEDIA OCSE (9000$ PPP VS 9700$). IL GIAPPONE, CON 9500$ FORMA STUDENTI BEN PIÙ PREPARATI DI QUELLI ITALIANI, SITUANDOSI NEI PRIMI POSTI IN QUESTA CLASSIFICA. Gli indicatori di outcome presentati, invece, sottolineano la ESTREMA POLARIZZAZIONE ESISTENTE NELLE NOSTRE SCUOLE: ALCUNE ECCELLENTI, PER LO PIÙ FORMATE DA STUDENTI ALTRETTANTO BRAVI E CON DOCENTI E MODELLI ORGANIZZATIVI FUNZIONALI; ALTRE SCADENTI, COMPOSTE DA STUDENTI SVANTAGGIATI, CARATTERIZZATE DA ORGANIZZAZIONI SCADENTI E CORPO DOCENTE DA RIVEDERE. UNA SITUAZIONE INACCETTABILE SE ABBINATA ALLA CONSTATAZIONE CHE CIÒ È IN GRAN PARTE DOVUTO A DIFFERENZE TERRITORIALI. MIGLIORARE IL CAPITALE UMANO AL SUD E IN GENERALE LADDOVE È SCADENTE DOVREBBE ESSERE UNA DELLE PRIORITÀ DI QUALSIASI GOVERNO. MA NON È COSI, E IL GAP DI PRODUTTIVITÀ È LÌ A RICORDARCELO. Note: (1) GLI ULTIMI RISULTATI DISPONIBILI SI RIFERISCONO AL 2009, SEBBENE NEL CORSO DELL’ULTIMO ANNO È STATA LANCIATA UNA NUOVA INCHIESTA I CUI RISULTATI SONO ATTESI PER LA SECONDA METÀ DEL 2013. L’INDAGINE SI BASA SU TEST PISCO-ATTITUDINALI CHE MISURANO IL GRADO DI CONOSCENZE DEGLI STUDENTI PER QUANTO RIGUARDA LA COMPRENSIONE DEL TESTO, LA MATEMATICA E LE SCIENZE. Non si tratta di meri test nozionali, ma piuttosto di MISURE DELL’UTILIZZO DELLE NOZIONI E DEI SISTEMI CONGNITIVI NELL’AMBITO DEL COSIDDETTO PROBLEM-SOLVING. I RISULTATI PERSONALI DEI TEST HANNO DIMOSTRATO DI ESSERE UN PREDITTORE ABBASTANZA AFFIDABILE DELLA BONTÀ O MENO DEL PROSEGUIO DEGLI STUDI, NONCHÉ DEL SUCCESSO PERSONALE SUL MERCATO DEL LAVORO. (2) Il primo indice cattura il cosiddetto grado di inclusione verticale: la parte di variabilità nei risultati spiegata dalla composizione accademica delle scuole. Se una scuola A – con ottimi risultati – ha test in media più elevati di una B – con risultati pessimi – e nello stesso tempo la maggior parte della variabilità è dovuta alle differenze fra risultati fra scuole e non dalla variabilità dei risultati degli studenti all’interno di ogni scuola SI PÙO RITENERE CHE SI SIA IN PRESENZA DI UNA “SEGREGAZIONE INTELLETTUALE” in scuole formate da studenti più o meno simili in quanto a risultati. Il secondo indice invece cattura il GRADO DI INCLUSIONE ORIZZONTALE, OVVERO QUANTA PARTE NELLA VARIABILITÀ DELLE CONDIZIONI SOCIO-ECONOMICHE È DOVUTA ALLA DIFFERENZA MEDIA FRA SCUOLE, RISPETTO ALLA VARIABILITÀ PERSONALE DEGLI STUDENTI IN OGNI SINGOLA SCUOLA. UN INDICE BASSO DENOTA LA PRESENZA DI SCUOLE FORMATE DA STUDENTI PIUTTOSTO SIMILI IN QUANTO A CONDIZIONI SOCIO-ECONOMICHE, OVVERO SI È IN PRESENZA DI UNA “SEGREGAZIONE ECONOMICO-SOCIALE”.

Inviato da: Marino18 April 2013 - 15:40 Condivido quello che hanno detto altri, IL PROBLEMA SONO PIÙ LE MEDIE CHE LE SUPERIORI. Mia moglie insegna nel biennio di un ITIS, e la aiuto a preparare materiale didattico ecc. LE COMPETENZE LINGUISTICHE DEGLI ALLIEVI SONO SCONFORTANTI, SIA COME COMPRENSIONE DEL TESTO CHE COME CAPACITÀ DI SCRITTURA. Ma se le competenze di comprensione sono basse, loro NON SONO NEMMENO IN GRADO DI STUDIARE E CAPIRE LE ALTRE DISCIPLINE, SPECIE QUELLE SCIENTIFICHE. Senza contare che LE COMPETENZE MATEMATICHE SONO SCADENTI E A CASCATA INFLUENZANO I RISULTATI IN FISICA E NELLE MATERIE TECNOLOGICHE. PROBABILMENTE LE MEDIE A LORO VOLTA RISENTONO DEL PASSAGGIO DALLA SCUOLA ELEMENTARE (MOLTO PIÙ CREATIVA E BASATA SULLA SOCIALIZZAZIONE) A UN CURRICULUM PIÙ STRUTTURATO E COMPLESSO, E PROPRIO IN UNA FASCIA D'ETÀ DOVE LA PRESSIONE SOCIALE È "DIVERTITEVI E CONSUMATE, NON SIATE SECCHIONI".

Inviato da: luigi17 April 2013 - 19:49 L'indagine sulle Superiori conferma quello che tutti sanno, cioè che ESSENDO LE MATERIE DEL TEST COMPRENSIONE DEL TESTO, MATEMATICA E SCIENZE, LE SCUOLE CON I RISULTATI MIGLIORI SONO I LICEI CLASSICI E SCIENTIFICI E LE SCUOLE TECNICHE DI TERRITORI CON UNA FORTE PRESENZA INDUSTRIALE, dove chi insegna ha come vicino di casa l'aristocrazia della classe operaia, persone con le mani d'oro, quelli che hanno fatto la fortuna dell'Italia, sempre pronti a segnalare nel bene e nel male alla scuola la qualità dei diplomati che si presentano in fabbrica. Chiaramente, PER GLI STUDENTI AL DI FUORI DI QUESTE SCUOLE LE MATERIE DEL PISA SONO COSE INAFFRONTABILI. CHE TESSUTO INDUSTRIALE PUÒ MAI ESSERCI IN CALABRIA? I PROFESSORI MIGLIORI E PIÙ MOTIVATI (NE CONOSCO TANTISSIMI) DI ORIGINE MERIDIONALE INSEGNANO AL NORD PERCHÉ HANNO CAPITO CHE IL SUD È SENZA SPERANZA, QUINDI LAGGIÙ LA SITUAZIONE NON PUÒ CHE PEGGIORARE. I GENITORI SONO CONSAPEVOLI DI QUESTA SEGREGAZIONE CULTURALE ANZI LA ALIMENTANO, quante volte parlando con altri genitori come me ho sentito dire:" MIO FIGLIO È POCO PORTATO PER LO STUDIO, QUELLA SCUOLA È TROPPO DURA PER LUI!". IL SUD È TENUTO DELIBERATAMENTE IN UNO STATO DI ABBANDONO CIVILE, MORALE ED ECONOMICO PERCHÉ COSÌ IL LATIFONDO POLITICO, SEMPRE PRONTO A DENUNCIARE IL DISAGIO ED A PIANGERE MILIONI DI LITRI DI LACRIME, CONTINUA A DRENARE ENORMI QUANTITÀ DI DENARO PUBBLICO PER TENERE A LIBRO PAGA PLETORE DI DIPENDENTI PUBBLICI DEMOTIVATI E POCO PRODUTTIVI. E' NECESSARIO REALIZZARE CHE LA QUALITÀ DELL'ISTRUZIONE NON DIPENDE SOLO DALLA QUANTITÀ DI RISORSE CHE VI SI IMPIEGANO, MA DALLA QUALITÀ DELLA SPESA: PER IL BILANCIO SEMPRE 100 SI REGISTRA SIA CHE QUEI SOLDI SERVANO PER PAGARE 3 PROFESSORI E 7 ASSISTENTI AMMINISTRATIVI SIA PER PAGARE 7 PROFESSORI E 3 AMMINISTRATIVI, PERÒ LA PRODUTTIVITÀ DEI DUE DIVERSI IMPIEGHI È MOLTO DIVERSA. La pessima normativa del lavoro, partorita da concezioni vetero comuniste del lavoro, discriminando i lavoratori privati rispetto a quelli pubblici impedisce una SANA POLITICA DI PULIZIA DEGLI ORGANICI DELLA SCUOLA, quindi I GOVERNI, INVECE DI SELEZIONARE, POSSONO RIDURRE LO SPRECO SOLTANTO TAGLIANDO LINEARMENTE I BUDGET PER L'ISTRUZIONE. LA PRIMA RIFORMA NECESSARIA A FAR MIGLIORARE L'ITALIA È ABOLIRE QUESTO ABOMINIO DELLA DISCRIMINAZIONE TRA LAVORO PUBBLICO E PRIVATO, A MIO AVVISO ANTI-COSTITUZIONALE, E PROCEDERE AD UNA PESANTE RIDUZIONE E RIQUALIFICAZIONE DEGLI ORGANICI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Non lasciatevi infinocchiare dalla retorica parassita che impedisce qualsiasi ristrutturazione denunciando l'attacco alla scuola pubblica, quelle sono colossali balle dette in malafede. LA VERITÀ È CHE LA SCUOLA POTRÀ RIMANERE PUBBLICA SOLO SE LE PERSONE CHE ESCONO DA ESSA SARANNO COSÌ FORMATE DA FAR CRESCERE IL PIL così tanto da poterne sostenere i costi con una pressione fiscale ragionevole.

Inviato da: Fernendo NevruZ15 April 2013 - 23:04 Sono sempre eccezionalmente meravigliato da queste 'illuminanti' ricerche (un giorno poi mi piacerebbe tanto sapere il costo...) e dal fatto che MAI e poi MAI ci sia qualche proposta fattibile non dico per risolvere i diversi problemi alla radice ma almeno per migliorare la situazione! IO SONO UN PRECARIO, A VITA LO SARÒ se si continuano con le politiche degli ultimi anni, e NON MI RIFERISCO SOLO ALLA PESSIMA E DEGRADANTE 'RIFORMA' GELMINI ma anche a tutti gli altri che si sono occupati di questo settore senza saperne granché. Personalmente ho visto gli effetti devastanti dell'ultima Riforma ad opera del 'Centro'Destra e VI POSSO ASSICURARE CHE LA PREPARAZIONE DEI BAMBINI È NOTEVOLMENTE PEGGIORATA. L'UNICO SCOPO È STATO DIMINUIRE LA SPESA PUBBLICA, TAGLIANDO RISORSE E PERSONALE DOCENTE E NON. IN QUALE MANIERA QUESTO DOVREBBE MIGLIORARE L'EFFETTO FORMATIVO NELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE??! NELLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO (LE SUPERIORI PER CAPIRCI) SONO STATE TAGLIATE MOLTE ORE DI INSEGNAMENTO. Nessuno si è chiesto come mai nei libriccini informativi destinati ai ragazzi della terza media dopo la 'Riforma' Gelmini apparisse il monte ore totale di un anno e non più. come è sempre stato, il totale delle ore settimanali per disciplina??? Indagate giornalisti, indagate. Altro aspetto interessante e 'INAMMAGINABILE' dell'ultima indagine è che L'APPRENDIMENTO REGISTRA UN PAESE I CUI APPRENDIMENTO CAMBIANO DA REGIONE A REGIONE... Si tratta di una rilevazione 'incredibile'! La Scuola, vorrei ricordare a tutti non è avulsa dalla società, è proprio l'esatto contrario; un modello, uno specchio preciso e puntuale. ALCUNE SCUOLE NON FUNZIONANO MOLTO PERCHÉ PARTE DEL NOSTRO TERRITORIO È IN UNO STATO DI ENORME DEGRADO CULTURALE E NON E PER DI PIÙ CARATTERIZZATO DA UNA FORTE DISOCCUPAZIONE, IN PRIMIS GIOVANILE E FEMMINILE. Inoltre è da considerare che l'insegnamento cambia da paese a paese e che non è uniforme. IN ALCUNI PAESI ASIATICI SI INSEGNA SOPRATTUTTO MATEMATICA (E POCO ALTRO) E DI CONSEGUENZA SONO MAGGIORMENTE PREPARATI. Proviamo ad analizzare anche altri aspetti. IN ALCUNI PAESI NON VIENE NEANCHE INSEGNATA (PER ESEMPIO) LA GEOGRAFIA O LA STORIA! NON PARLIAMO POI DELLA STORIA DELL'ARTE O DELLA PRATICA DEL DISEGNO ORAMAI IN ITALIA (CHE MANCANZA ASSURDA) QUASI COMPLETAMENTE IGNORATA. QUESTI RIGIDI SCHEMI DI ANALISI DELLE CONOSCENZE DEI BAMBINI / RAGAZZI RISULTANO VERAMENTE ANTICHI COME QUANDO NEGLI STATI UNITI SI REALIZZAVANO TEST PER L'INTELLIGENZA ETERODIRETTI IN CUI GLI AFROAMERICANI RISULTAVANO SEMPRE ULTIMI. IN ITALIA SIAMO ARRIVATI A CONSIDERARE L'ISTRUZIONE STATALE (DALLA SCUOLA MATERNA ALL'UNIVERSITÀ) COME UNA SPECIE DI SPESA IMPRODUTTIVA... Classi così numerose da sembrare scuole delle missioni e nessuna considerazione degli spazi insufficienti, scarsi, degradanti dove i nostri figli passano anni. NON SAREBBE PIÙ OPPORTUNO, PER ESEMPIO, NEL 2013 INSEGNARE STORIA DELLE RELIGIONI DA UN LAUREATO IN TEOLOGIA INVECE DELL'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA CHE ESCLUDE DI FATTO TUTTA UNA PARTE DEI RAGAZZI?!? OLTRETUTTO PER CARENZA DI ORGANICO E FONDI NON SI RIESCE PIÙ NEANCHE AD ORGANIZZARE L'EDUCAZIONE CIVICA PER CHI NON SI AVVALE DELL'INSEGNAMENTO DI QUELLA DISCIPLINA. CHIUDO DICENDO CHE LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI; DOCENTI COMPRESI. CONOSCO COLLEGHI DI RUOLO CHE NON FANNO PROPRIO NULLA E PERCEPISCONO, DI QUESTI TEMPI, LAUTI STIPENDI. Ma è anche di DIRIGENTI SCOLASTICI (Presidi si diceva una volta, ma adesso con la 'moda' dell'accorpamento forsennato delle scuola NON PRESIDIANO GRANCHÉ) INTERESSATI SOLO AL RISPARMIO E A PROMUOVERE TUTTI GLI ALLIEVI IN MODO DA NON ESSERE DISTURBATI NEI MESI ESTIVI DA EVENTUALI RICORSI. E infine ai MOLTI GENITORI CHE INTENDONO LA SCUOLA COME UNA SPECIE DI PARCHEGGIO PER I FIGLI che hanno messo al mondo ma di cui non vogliono occuparsi e che trattano gli insegnanti dei figli come dei dementi perché guadagnano poco. Ed esperti del settore che parlano parlano parlano, senza aver mai messo piede in una scuola. Giornali e giornalisti che inseguono tabelle, indagini, ricerche di Fondazioni (automobilistiche che poi si occupano di scuola chissà come mai...) ma che di rado approfondiscono questioni che riguardano migliaia di ragazzi e di individui. La colpa è da dividersi, nessuno si senta escluso. Ognuno ha un'idea di scuola legata al proprio passato individuale, LA REALTÀ OGGETTIVA È PROPRIO UN’ALTRA COSA E CAMBIA DA REGIONE A REGIONE, DA CITTÀ A CITTÀ E ADDIRITTURA DA QUARTIERE A QUARTIERE... QUELLO CHE È CERTO È CHE SIAMO ALLO STREMO. IN QUESTE CONDIZIONI (QUANDO MANCA UN INSEGNANTE PER ESEMPIO ADESSO È RARO CHIAMARE UN SUPPLENTE E I RAGAZZI PASSANO DELLE ORE SENZA FARE NIENTE) QUELLO CHE TANTI INSEGNANTI, BIDELLI, SEGRETARI E PRESIDI SERI FANNO È MOLTO, VE LO POSSO ASSICURARE.

Inviato da: Anonimo15 April 2013 - 19:31 E' LA SCUOLA MEDIA IL BUCO NERO DELLA SCUOLA ITALIANA...PER QUANTO RIGUARDA LE SUPERIORI IL PROBLEMA STA NELL'ECCESSIVO NUMERO DI ALUNNI PER CLASSE...SOPRATTUTTO LE CLASSI PRIME... Inviato da: claudia rosa16 April 2013 - 14:25 la scuola deve essere un diritto dovere di ogni cittadino italiano non una possibilità solo per pochi benestanti Trovo vergognoso che in Italia, purtroppo, molte persone si scandalizzino e protestano per la spesa in libri di scuola e materiale vario ma non in scarpe abiti firmati telefonini etc etc Penso che la cultura sia un valore che dovrebbe essere perseguito da tutti! Le nostre scuola vanno male anzi malissimo ma di chi e la colpa??? SIAM DIVENTATI UN POPOLO DI IGNORANTI FELICI DI ESSERLO SENZA PENSARE CHE L'IGNORANZA PORTA MISERIA

Inviato da: Tenghetenghe14 April 2013 - 08:14 IL PROBLEMA NON SONO LE SUPERIORI MA LE MEDIE. E' da lì che poi nei primi 2 anni si deve rincorrere per dare le basi per procedere agevolmente. SONO STATE RIFORMATE AL RIBASSO LE ELEMENTARI DALLA RIFORMA MORATTI E LE SUPERIORI (ANCHE DALLA GELMINI) MA NON LE MEDIE CHE HANNO DAGLI ANNI 70 AVUTO SEMPRE PROBLEMI CHE SI PORTANO DIETRO. SONO IN QUEL MOMENTO DI CRESCITA E DI APPRENDIMENTO CHE LO STUDENTE DEVE CERCARE LE PROPRIE STRADE, DOVE INDIRIZZARE QUALCHE SUA PROPENSIONE ALLO STUDIO, CHE NEI PRIMI 2 ANNI DELLE SUPERIORI VERIFICHERÀ. CHE NON CI SIA COLLEGAMENTO CON UNIVERSITÀ E SI APPROFONDISCANO ANCHE ALTRI ARGOMENTI NON È DETTO SIA UN MALE perché in una giornata di quelle che piacciono tanto ai manager dove si fa gruppo in una piccola multinazionale Italia batte UK sulla geografia di base cento a zero. LA NOSTRA CULTURA È MIGLIORE AL TERMINE DELL'UNIVERSITÀ (DOVE NON ARRIVANO A LAUREARSI IN TANTISSIMI) ED È PIÙ APERTA, MA SOFFRE ALLE SUPERIORI PER MANCANZE DI BASE CHE IL METODO E I CONTENUTI DELLE MEDIE e che per questo porta a dei risultati che sembrano deludenti. BISOGNA GUARDARE IL SISTEMA IN MODO OLISTICO E NON SETTORIALE e capire se aumentare conoscenze, argomenti da sapere o modo di ragionare e di porsi nei confronti dello studio. CERTAMENTE MODIFICANDO ALLE MEDIE CONTENUTI E METODI AVREMMO PIÙ 'BOCCIATI' O PIÙ PERSONE CHE 'RIMARRANNO INDIETRO' creando da quel momento un non appiattimento che forse non piace ai genitori e che potrebbe pregiudicare futuro degli studenti.

Inviato da: matteo13 April 2013 - 20:36 la cosa strana è che NON SI PUO ADDOSSARE LA COLPA AI PROFESSORI MERIDIONALI, VISTO CHE MOLTI DI LORO INSEGNANO NELLE SCUOLE DEL NORD ITALIA, CHE SIA COLPA DEI DIRIGENTI E DEI POLITICI (SOPRATUTTO REGIONALI) CHE LI NOMINANO ?

Inviato da: marcor13 April 2013 - 18:19 Molte scuole superiori in Italia fanno schifo e uno se ne rende conto soltanto quando mette la testa fuori dall'acqua. Dicono di non voler insegnare a lavorare, ma a studiare, ma non fanno nemmeno quello. Dicono che il punto non è la tecnica ma la cultura, però non ti insegnano nemmeno la cultura. E' scandaloso, in certe scuole (come la mia) non mi avevano nemmeno detto cosa sono i certificati linguistici, lasciamo stare la loro importanza. Nessuno ci ha mai raccontato le infinite possibilità che offre il sistema universitario europeo (e nemmeno quello italiano in realtà). Nessuno ci parlava delle possibilità di scambio, delle realtà al di fuori dell'università pubblica italiana, di come ottenere i requisiti per fare esperienze diverse e più consone all'individuo. Ma del resto, diciamolo, nemmeno i professori hanno voglia di informarsi davvero sul sistema e così essere molto utili agli studenti (essere utili agli studenti non è insegnarli tutta quella roba più o meno inutile con zero convinzione e pretendere che ai ragazzi importi qualcosa oltre a passare l'anno). LA SCUOLA SUPERIORE, ALMENO PER LA MIA ESPERIENZA, È UNA REALTÀ QUASI PRIVA DI SIGNIFICATO, AUTOREFERENZIALE, PENSATA PER I PROFESSORI E NON PER GLI STUDENTI, non c'è da stupirsi che vengano fuori quei risultati. Non servirebbero mica riforme epocali per cominciare eh, BASTEREBBE PREPARARE I PROFESSORI E LO STAFF IN MODO CHE SCENDANO DALLE NUVOLE E INIZINO A RENDERSI CONTO DI CHE COS'È REALMENTE LA SOCIETÀ DI OGGI, quali possibilità offre ecc, non continuare con questa pantomima della cultura, l'istruzione pubblica e palle varie.

Inviato da: Martina Pugliese13 April 2013 - 19:22 Temo che putroppo situazioni come la tua siano molto comuni. IO VENGO DAL SUD E ORA POSSO VERAMENTE DIRE CHE LA SCUOLA CHE HO FATTO MI HA DATO, DA SOLA, POCO. Ho sempre amato studiare e mi son arrangiata da sola per approfondire le cose. Ma quello che dici tu è giusto, MANCA SPESSO, COME IN MOLTI CONTESTI DEL PAESE, LA VOLONTÀ DI FARE QUALCOSA PER GLI ALTRI, E NON SOLO PER OTTENERE UNO STIPENDIO.

Inviato da: Tommaso13 April 2013 - 17:40 Magistrale. POI CI SI DOMANDA PERCHÉ IL SUD NON EMERGE, O PERCHÉ LA MOBILITÀ SOCIALE IN ITALIA È BASSA. Solo un appunto: non credo che ci si dovrebbe stupire del fatto che "Scuole svantaggiate da un punto di vista sociale hanno professori[...] in media meno preparati (o certificati) di quelli in scuole migliori". I professori bravi non sono dei martiri, eh. QUELLI CHE LAVORANO SERIAMENTE CERCANO DI ANDARE DOVE SI LAVORA DAVVERO, NON DOVE SI FA IL PARCHEGGIO. E quindi puntano alle scuole fighe del centro, che di fatto diventano migliori anche come corpo docente.

http://www.linkiesta.it/test-pisa-italia-ocse#ixzz2YvEP41YA

Added by Ivano Paolo Todde on 14 Jul 2013 at 01:22 AM | Comments (0)
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