Empieza un nuevo grupo Encontrar grupos

INICIAR

×

RAOUL VANEIGEM. AVVISO AGLI STUDENTI. UNA SCUOLA DOVE LA VITA SI ANNOIA INSEGNA SOLO LA BARBARIE

Avviso Agli Studenti: UNA SCUOLA DOVE LA VITA SI ANNOIA INSEGNA SOLO LE BARBARIE

  • FARLA FINITA CON L’EDUCAZIONE CARCERARIA E LA CASTRAZIONE DEL DESIDERIO
  • COME PUÒ ESSERCI CONOSCENZA DOVE C’È OPPRESSIONE?
  • IMPARARE SENZA DESIDERIO VUOL DIRE DISIMPARARE A DESIDERARE
  • ERRORE NON VUOL DIRE COLPA
  • SMILITARIZZARE L’INSEGNAMENTO
  • CIÒ CHE SI INSEGNA ATTRAVERSO LA PAURA RENDE IL SAPERE TIMOROSO
  • LIBERARE DALLA COSTRIZIONE IL DESIDERIO DI SAPERE
  • FARE DELLA SCUOLA UN CENTRO DI CREAZIONE DI VITA, NON L’ANTICAMERA DI UNA SOCIETÀ PARASSITARIA E MERCANTILE
  • IMPARARE L’AUTONOMIA, NON LA DIPENDENZA

———— Capitolo I Avviso agli studenti LA SCUOLA È STATA, CON LA FAMIGLIA, LA FABBRICA, LA CASERMA E ACCESSORIAMENTE L’OSPEDALE E LA PRIGIONE, IL PASSAGGIO INELUTTABILE IN CUI LA SOCIETÀ MERCANTILE PIEGAVA A SUO VANTAGGIO IL DESTINO DEGLI ESSERI CHE SI DICONO UMANI. […] La scuola ha forse perso il CARATTERE RIBUTTANTE che presentava nel XIX e XX secolo, quando ROMPEVA GLI SPIRITI E I CORPI ALLE DURE REALTÀ DEL RENDIMENTO E DELLA SERVITÙ, facendosi gloria di EDUCARE PER DOVERE, AUTORITÀ E AUSTERITÀ, non per piacere e per passione? […]

L’impresa scolastica non ha forse obbedito fino ad oggi a una preoccupazione dominante: MIGLIORARE LE TECNICHE DI AMMAESTRAMENTO AFFINCHÉ L’ANIMALE SIA REDDITIZIO? Nessun ragazzo supera la soglia di una scuola senza esporsi al RISCHIO DI PERDERSI: voglio dire di PERDERE QUESTA VITA ESUBERANTE, AVIDA DI CONOSCENZE E DI MERAVIGLIE, che sarebbe così esaltante nutrire, invece di STERILIZZARLA E FARLA DISPERARE CON IL NOIOSO LAVORO DEL SAPERE ASTRATTO. Che terribile constatazione quegli sguardi così brillanti di colpo sbiaditi! ECCO QUATTRO MURI. Il consenso generale decide che, con ipocriti riguardi, VI SAREMO IMPRIGIONATI, costretti, colpevolizzati, giudicati, onorati, puniti, umiliati, etichettati, manipolati, vezzeggiati, violentati, consolati, trattati come aborti che questuano aiuto e assistenza. Di che cosa vi lamentate? obbietteranno gli autori di leggi e decreti. Non è forse il MODO MIGLIORE DI INIZIARE I NOVELLINI ALLE REGOLE IMMUTABILI CHE REGGONO IL MONDO E L’ESISTENZA? Senza dubbio. Ma perché i giovani dovrebbero ancora ACCONTENTARSI DI UNA SOCIETÀ SENZA GIOIA E SENZA AVVENIRE, che gli stessi adulti sopportano ormai rassegnati, con un’acrimonia e un malessere crescenti? UNA SCUOLA DOVE LA VITA SI ANNOIA INSEGNA SOLO LA BARBARIE. Il mondo è cambiato più in trent’anni che in tremila. […] Una mutazione in cui si rivela la vera specificità umana: non la produzione di una SOPRAVVIVENZA SOTTOMESSA AGLI IMPERATIVI DI UN’ECONOMIA LUCRATIVA, ma la creazione di un ambiente favorevole a una vita più intensa e più ricca. […] Su cosa poggiava il potere patriarcale[…]? Su UNA STRUTTURA GERARCHICA, IL CULTO DEL CAPO, IL DISPREZZO DELLA DONNA, LA DEVASTAZIONE DELLA NATURA […]. Bisogna […] REVOCARE IMMEDIATAMENTE UN INSEGNAMENTO [basato sull’] ASTRAZIONE, la cui etimologia – ABSTRAHERE, TIRAR FUORI DA – ESPRIME BENE L’ESILIO DA SÉ, LA SEPARAZIONE DALLA VITA. […] ODIOSA IERI, LA SCUOLA OGGI È SOLTANTO RIDICOLA. Essa funzionava implacabilmente secondo i meccanismi di un ORDINE CHE SI CREDEVA IMMUTABILE. […] la maggior parte delle persone trovava il proprio tornaconto nella MISERABILE SPERANZA DI UNA PROMOZIONE SOCIALE e di una CARRIERA GARANTITA FINO ALLA PENSIONE. […] RIMETTERSI CIECAMENTE ALL’AUTORITÀ PROFESSORALE offriva […] una RICOMPENSA SUPREMA: LA CERTEZZA DI UN LAVORO E DI UN SALARIO. I pedagoghi dissertavano sul FALLIMENTO SCOLASTICO. […] la prospettiva di dover PASSARE LA PROPRIA VITA IN UNA FABBRICA O IN UN UFFICIO A GUADAGNARE IL DENARO […] PRODUCEVA IN SERIE DEGLI ADULTI INSODDISFATTI […]partecipavano della COERENZA DI UN SISTEMA PREPONDERANTE, rispondevano alle ingiunzioni di una società che non si riconosceva altro MOTORE PRINCIPALE se non il POTERE e il PROFITTO. Ma oramai […] la coerenza è scomparsa: C’È SEMPRE MENO DA GUADAGNARE E SEMPRE PIÙ VITA SPRECATA […]L’INSOPPORTABILE PREDOMINANZA DEGLI INTERESSI FINANZIARI SUL DESIDERIO DI VIVERE NON RIESCE PIÙ A INGANNARE. Il TINTINNIO QUOTIDIANO DELL’ESCA DEL GUADAGNO risuona assurdamente nella misura in cui il denaro si svaluta […]

BISOGNA DISTRUGGERLA? Domanda doppiamente assurda. Prima di tutto perché È GIÀ DISTRUTTA. Sempre meno interessati da ciò che insegnano e studiano – e soprattutto dalla maniera di istruire e istruirsi –PROFESSORI E ALLIEVI NON SONO FORSE INDAFFARATI A FAR COLARE A PICCO INSIEME IL VECCHIO PIROSCAFO PEDAGOGICO CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI? LA NOIA GENERA LA VIOLENZA, LA BRUTTEZZA DEGLI EDIFICI INCITA AL VANDALISMO, LE COSTRUZIONI MODERNE, CEMENTATE DAL DISPREZZO DEGLI IMPRESARI IMMOBILIARI, SI SCREPOLANO, crollano, prendono fuoco, secondo l’USURA PROGRAMMATA DEI LORO MATERIALI DI PACCOTTIGLIA. […] IMMOBILISMO CHE NON CESSA DI CAMBIARE ABITI NUOVI E MASCHERA LA SUA NULLITÀ DIETRO A RIFORME TANTO SPETTACOLARI QUANTO EFFIMERE. […] NOI NON VOGLIAMO PIÙ UNA SCUOLA IN CUI SI IMPARA A SOPRAVVIVERE DISIMPARANDO A VIVERE. […] UNA VITA FONDATA SULLA CREATIVITÀ, […]l’EDUCAZIONE DEVE AVERE PER SCOPO L’AUTONOMIA […] UNA SOCIETÀ CHE NON HA ALTRA RISPOSTA ALLA MISERIA CHE IL CLIENTELISMO, la carità e l’arte di arrangiarsi È UNA SOCIETÀ MAFIOSA. METTERE LA SCUOLA SOTTO IL SEGNO DELLA COMPETIZIONE È INCITARE ALLA CORRUZIONE, CHE È LA MORALE DEGLI AFFARI. La sola assistenza degna di un essere umano è quella di cui ha bisogno per MUOVERSI CON I PROPRI MEZZI. Se la scuola non insegna a BATTERSI PER LA VOLONTÀ DI VIVERE […] essa CONDANNERÀ INTERE GENERAZIONI ALLA RASSEGNAZIONE[…]

Nota: * Nel testo école buissonnière. Faire l’école buissonière significa MARINARE LA SCUOLA, ma nel contesto significa una STRUTTURA DI APPRENDIMENTO SENZA RIGIDITÀ, APERTA ALLA VITA (N. d. T.).

Capitolo II FARLA FINITA CON L’EDUCAZIONE CARCERARIA E LA CASTRAZIONE DEL DESIDERIO […] Quale dovrebbe essere la PREOCCUPAZIONE ESSENZIALE DELL’INSEGNAMENTO? […] UNA SCUOLA CHE OSTACOLA I DESIDERI STIMOLA L’AGGRESSIVITÀ. GLI ANTICHI EDIFICI SCOLASTICI RICORDANO I PENITENZIARI. […]IL CORPO, IMMOBILIZZATO SU UN BANCO DI STUDIO PRESTO TRASFORMATO IN BANCO DI TORTURA[…] Prevaleva allora l’opinione che per istruirsi […] Bisognava IMPARARE A SOFFRIRE. […] Ci si accorge, con la distanza del tempo, che STUDENTI E STUDENTESSE SONO STATI TRATTATI SECONDO I PROCEDIMENTI DELLO SCIENZIATO STALINIANO PAVLOV che, TRA I CANI DEL SUO LABORATORIO, RICOMPENSAVA LA BUONA RISPOSTA CON UNO ZUCCHERINO E PUNIVA L’ERRORE CON UN CHOC ELETTRICO. […] UN LUOGO DI AMMAESTRAMENTO E DI CONDIZIONAMENTO, al quale la cultura serve da pretesto e l’economia da realtà? […] LA MANO DELLO SCOLARO SI VENDICA MUTILANDO TAVOLI E SEDIE, macchiando i muri di segni insolenti, strappando gli orpelli della bruttezza, sacralizzando un vandalismo in cui LA RABBIA DI DISTRUGGERE COMPENSA IL SENTIMENTO DI ESSERE DISTRUTTI, violentati, messi a sacco dalla TRAPPOLA PEDAGOGICA QUOTIDIANA. […] COSÌ I MOVIMENTI DI CONTESTAZIONE […] SCADONO – PER ASSENZA DI CREATIVITÀ – NELLO STESSO GRIGIORE E NELLA STESSA STUPIDITÀ DEL POTERE INCONSISTENTE CHE LI HA PROVOCATI. Che ci si può aspettare da manifestazioni gregarie in cui l’intelligenza degli individui, in MANCANZA DI UN PROGETTO DI CAMBIAMENTO RADICALE, si riduce, secondo il comun denominatore delle folle, al più basso livello di comprensione? […] IMPARARE SENZA DESIDERIO VUOL DIRE DISIMPARARE A DESIDERARE.[…] Ciò che è in gioco è UNA RIFONDAZIONE RADICALE DELLA SOCIETÀ E DI UN INSEGNAMENTO […] METTETE DA UNA PARTE I BUROCRATI CHE TERRORIZZANO LA LORO CLASSE E NE SONO A LORO VOLTA TERRORIZZATI […] LA CURIOSITÀ È STATA VERAMENTE SOFFOCATA […]

ERRORE NON VUOL DIRE COLPA Il sistema educativo non si è […] limitato a COLLOCARE LO SCOLARO IN EDIFICI SENZA GIOIA, destinati a ricordargli, nel caso se ne dimenticasse, che non è lì per divertirsi. […] Ogni giorno l’allievo penetra, che lo voglia o no, in un pretorio dove COMPARE DAVANTI AI SUOI GIUDICI SOTTO L’ACCUSA DI PRESUNTA IGNORANZA. Sta a lui dimostrare la sua innocenza rigurgitando a richiesta teoremi, regole, date, definizioni che contribuiranno al suo rilascio alla fine dell’anno scolastico. […] Nessuno intende qui negare l’UTILITÀ DI CONTROLLARE L’ASSIMILAZIONE DELLE CONOSCENZE, il grado di comprensione, l’abilità sperimentale. Ma È NECESSARIO PER QUESTO TRAVESTIRE IN GIUDICE E IN COLPEVOLE UN MAESTRO E UN ALLIEVO CHE CHIEDONO SOLTANTO DI ISTRUIRE ED ESSERE ISTRUITO? […] A quali NEVROSI e OSSESSIONI personali obbediscono per OSAR SEGNARE CON LA PAURA E LA MINACCIA di un giudizio sospensivo il cammino di FANCIULLI E ADOLESCENTI CHE HANNO SOLTANTO BISOGNO DI ATTENZIONE, DI PAZIENZA, DI INCORAGGIAMENTI e di quell’affetto che conosce il segreto di ottenere molto esigendo poco? […] GIUDICARE IMPEDISCE DI COMPRENDERE PER CORREGGERE. Il comportamento di questi giudici, allontana dall’allievo impegnato nella sua lunga marcia verso l’autonomia delle qualità indispensabili: l’OSTINAZIONE, il senso dello sforzo, la sensibilità all’erta, l’intelligenza aperta, la memoria sempre in esercizio, la percezione della vita sotto tutte le sue forme e la PRESA DI COSCIENZA DEI PROGRESSI, DEI RITARDI, DELLE REGRESSIONI, DEGLI ERRORI E DELLA LORO CORREZIONE. […] OGNUNO POSSIEDE LA SUA PROPRIA CREATIVITÀ. […]LA MAGGIOR PARTE DELLE SCUOLE SONO DEI CAMPI DI BATTAGLIA, dove […]definiscono IL FALLIMENTO DI UN SISTEMA EDUCATIVO CHE OBBLIGA L’INSEGNANTE ALDISPOTISMO E L’INSEGNATO AL SERVILISMO. […] UN LIUTAIO, UN ORTOLANO, UN EBANISTA, UN PITTORE, UN BIOLOGO HANNO CERTAMENTE DA INSEGNARE PIÙ O MEGLIO DI QUEGLI UOMINI D’AFFARI […] Che l’apertura sul mondo culturale sia anche l’APERTURA SULLA DIVERSITÀ DELLE ETÀ! PERCHÉ RISERVARE AI GIOVANI IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE, ESCLUDENDO GLI ADULTI interessati ad iniziarsi alla letteratura o alla matematica? Non avremmo tutti da guadagnare da un contatto che rompesse l’opposizione fittizia tra le classi di età? […] Voi che vi lamentate del numero di BUROCRATI CHE USURPANO IL NOME DI INSEGNANTE, e che GETTANO SUL PIANETA IL FREDDO SGUARDO DELLE CIFRE A FORZA DI LIMITARE IL LORO INTERESSE ALLA BUSTA PAGA, quando mai avete rivendicato che fossero portate più avanti le IDEE DI FREINET e di qualche altro dal sapere generoso? Quando mai avete opposto ai DISTILLATORI DI NOIA che vi governano dei PROGETTI DI EDUCAZIONE LUDICA E VIVENTE? Avete mai cercato di SOSTITUIRE AL RAPPORTO GERARCHICO TRA MAESTRO E ALLIEVO UN RAPPORTO FONDATO NON PIÙ SULL’OBBEDIENZA, MA SULL’ESERCIZIO DELLA CREATIVITÀ INDIVIDUALE E COLLETTIVA? […]

Capitolo III SMILITARIZZARE L’INSEGNAMENTO Lo spirito da caserma ha regnato sovrano nelle scuole. […] La configurazione dell’edificio obbediva alla legge dell’angolo retto e della struttura rettilinea. Così l’architettura si impegnava a sorvegliare le trasgressioni con la rettitudine di un’austerità spartana. […] L’autorità quasi assoluta di cui è investito il maestro serve piuttosto all’espressione di comportamenti nevrotici che alla diffusione di un sapere. […] CIÒ CHE SI INSEGNA ATTRAVERSO LA PAURA RENDE IL SAPERE TIMOROSO L’autorità legalmente accordata all’insegnante dà un gusto così amaro alla conoscenza che l’ignoranza arriva a drappeggiarsi degli allori della rivolta. CHI DISPENSA IL SUO SAPERE PER PIACERE NON SA CHE FARSENE DI IMPORLO, ma l’irreggimentazione educativa è tale che bisogna istruire per dovere, non per piacere. […] FARE DELLA SCUOLA UN LUOGO IN CUI NON REGNANO NÉ AUTORITÀ NÉ SOTTOMISSIONE, né forti né deboli, né primi né ultimi. FINCHÉ NON FORMERETE UNA COMUNITÀ DI ALLIEVI E DI INSEGNANTI APPASSIONATI A PERFEZIONARE CIÒ CHE CIASCUNO HA DI CREATIVO IN SÉ, avrete un bell’indignarvi […] DELLA CORRUZIONE DEI GOVERNANTI, NON SCACCERETE NÉ GLI INTEGRALISMI, NÉ LE MAFIE DELLA DROGA E DEGLI AFFARI, PERCHÉ VI È NELL’ORGANIZZAZIONE GERARCHIZZATA DELL’INSEGNAMENTO UN FERMENTO SORNIONE CHE PREDISPONE AL LORO DOMINIO. Ora che le ideologie di sinistra e di destra si sciolgono al sole […]l’unico criterio di intelligenza e di azione risiede nella vita quotidiana di ciascuno […]

LIBERARE DALLA COSTRIZIONE IL DESIDERIO DI SAPERE Lo SFRUTTAMENTO VIOLENTO DELLA NATURA […]. La scuola porta il marchio visibile di una FRATTURA NEL PROGETTO UMANO. Vi si percepisce sempre di più come e in quale momento LA CREATIVITÀ DEL BAMBINO VI È FATTA A PEZZI SOTTO IL MARTELLAMENTO DEL LAVORO. La vecchia litania familiare: “PRIMA LAVORA, TI DIVERTIRAI IN SEGUITO” ha sempre espresso l’assurdità di una società che ingiungeva di rinunciare a vivere per meglio consacrarsi a una fatica che distruggeva la vita […]

Capitolo IV FARE DELLA SCUOLA UN CENTRO DI CREAZIONE DI VITA, non l’anticamera di una società parassitaria e mercantile NEL DICEMBRE 1991 LA COMMISSIONE EUROPEA HA PUBBLICATO UN MEMORANDUM SULL’INSEGNAMENTO SUPERIORE. VI SI RACCOMANDAVA ALLE UNIVERSITÀ DI COMPORTARSI COME IMPRESE SOTTOPOSTE ALLE REGOLE CONCORRENZIALI DEL MERCATO. LO STESSO DOCUMENTOAUSPICAVA CHE GLI STUDENTI FOSSERO TRATTATI COME DEI CLIENTI, INCITATI NON AD APPRENDERE MA A CONSUMARE. I CORSI DIVENTAVANO COSÌ DEI PRODOTTI, I TERMINI “STUDENTI”, “STUDI”, LASCIAVANO IL POSTO AD ESPRESSIONI PIÙ APPROPRIATE AL NUOVO ORIENTAMENTO: “CAPITALE UMANO”, “MERCATO DEL LAVORO”. NEL SETTEMBRE 1993 LA STESSA COMMISSIONE RECIDIVA CON UN LIBRO VERDE SULLA DIMENSIONE EUROPEA DELL’EDUCAZIONE. VI SI PRECISA CHE, SIN DALLA SCUOLA MATERNA, BISOGNA FORMARE DELLE “RISORSE UMANE PER I BISOGNI ESCLUSIVI DELL’INDUSTRIA” e FAVORIRE “UNA MAGGIORE ADATTABILITÀ DI COMPORTAMENTO IN MANIERA DA RISPONDERE ALLA DOMANDA DEL MERCATO DELLA MANODOPERA”. […] Ciò che HA DOMINATO, dall’inizio del XIX secolo, L’INSIEME DEI COMPORTAMENTI INDIVIDUALI E COLLETTIVI, è stata la NECESSITÀ DI PRODURRE. […] È NEGLI STATI UNITI CHE SI MANIFESTA PER LA PRIMA VOLTA UN NUOVO ORIENTAMENTO ECONOMICO, VOTATO AD UNO SVILUPPO CHE TRASFORMERÀ SENSIBILMENTE LE MENTALITÀ E I COSTUMI: L’INCITAMENTO AL CONSUMO INFATTI DIVENTA PIÙ FORTE DELLA NECESSITÀ DI PRODURRE. A partire dal 1945 il PIANO MARSHALL, destinato ufficialmente ad AIUTARE L’EUROPA DEVASTATA DALLA GUERRA, APRE LA VIA ALLA SOCIETÀ DEI CONSUMI, identificata ad una SOCIETÀ DEL BENESSERE. L’OBBLIGO DI PRODURRE A QUALUNQUE PREZZO cede il posto ad un’impresa addobbata con gli ornamenti della SEDUZIONE, sotto la quale si nasconde nei fatti unNUOVO IMPERATIVO PRIORITARIO: CONSUMARE. CONSUMARE QUALUNQUE COSA, MA CONSUMARE. Si assiste allora ad un’evoluzione sorprendente: un EDONISMO DA SUPERMERCATO e una DEMOCRAZIA DA SELF-SERVICE, propagando l’ILLUSIONE DEI PIACERI E DELLA LIBERA SCELTA riescono a minare – in modo più sicuro di quanto lo avrebbero sperato gli anarchici del passato – i sacrosanti valori patriarcali, autoritari, militari e religiosi che un’ECONOMIA DOMINATA DAGLI IMPERATIVI DELLA PRODUZIONE aveva privilegiato. Si misura meglio oggi quanto la COLONIZZAZIONE DELLE MASSE LAVORATRICI, attraverso l’INCITAMENTO PRESSANTE A CONSUMARE UNA FELICITÀ SECONDO I PROPRI GUSTI […] Frustrati da una felicità che non coincideva propriamente con l’inflazione di gadgets inutili e di prodotti adulterati, a partire dal 1968, i consumatori hanno preso coscienza della NUOVA ALIENAZIONE di cui erano fatti oggetto. LAVORARE PER UN SALARIO che si investe nell’ACQUISTO DI MERCI di un VALORE D’USO ALEATORIO, suggerisce meno lo stato di beatitudine che l’IMPRESSIONE SPIACEVOLE DI ESSERE MANIPOLATI SECONDO LE ESIGENZE DEL MERCATO. […] I FALSI BISOGNI PREVALENDO SU QUELLI VERI, questo “gadget qualunque” che bisognava comprare ha finito per generare a sua volta una PRODUZIONE SEMPRE PIÙ ABERRANTE DI SERVIZI PARASSITARI, orditi intorno al cittadino con il compito di rassicurarlo, inquadrarlo, consigliarlo, sostenerlo, guidarlo […] Si sono visti così I SETTORI PRIORITARI SACRIFICATI A VANTAGGIO DEL SETTORE TERZIARIO, che vende la propria complessità burocratica sotto forma di aiuti e protezioni. L’AGRICOLTURA DI QUALITÀ È STATA SCHIACCIATA DALLE LOBBIES DELL’AGROALIMENTARE CHE PRODUCONO IN ECCESSO SURROGATI DI CEREALI, carni e verdure. L’ARTE DI ABITARE È STATA SEPOLTA SOTTO IL GRIGIORE, LA NOIA E LA CRIMINALITÀ DEL CEMENTO CHE ASSICURA LE ENTRARE DEI GRUPPI DI AFFARI. Per quanto riguarda la scuola, essa è chiamata a servire da riserva per gli studenti d’élite ai quali è promessa una bella carriera nell’inutilità lucrativa e nelle mafie finanziarie. IL CIRCOLO È CHIUSO: STUDIARE PER TROVARE UN IMPIEGO, per quanto aberrante sia, si è riallacciato con l’INGIUNZIONE DI CONSUMARE NEL SOLO INTERESSE DI UNA MACCHINA ECONOMICA che si blocca da tutte le parti in Occidente – anche se gli specialisti ci annunciano ogni anno la sua trionfale ripresa. Ci impantaniamo nelle PALUDI DI UNA BUROCRAZIA PARASSITARIA E MAFIOSAin cui IL DENARO SI ACCUMULA E CIRCOLA IN CIRCUITO CHIUSO anziché investirsi nella fabbricazione di prodotti di qualità, utili al miglioramento della vita e del suo ambiente. […] MA L’INSEGNAMENTO NON È UN SETTORE REDDITIZIO. Esiste tuttavia un’alternativa […] l’alternativa propone diRICONVERTIRE AL SERVIZIO DELL’UMANO UNA TECNOLOGIA CHE L’IMPERIALISMO LUCRATIVO HA DISUMANIZZATO, fino a farne – nel caso della fissione nucleare e della sperimentazione genetica – delle temibili nocività. […] la nostra epoca esprime una domanda di nuove creazioni che prenderanno il posto di ciò che oggi serve la vita solo minacciandola: il petrolio, il nucleare, l’industria farmaceutica, la chimica inquinante, la biologia sperimentale… e la pletora di servizi parassitari dove prolifera la burocrazia. LA FINE DEL LAVORO FORZATO INAUGURA L’ERA DELLA CREATIVITÀ […] Come potrebbe un lavoro così inutile e così nocivo alla vita non esaurirsi a sua volta? Ieri procurava l’AUTOMOBILE E LA TELEVISIONE, AL PREZZO DELL’ARIA INQUINATA E DEI PALLIATIVI DI UNA VITA ASSENTE. Oggi resta solo un salvagente aleatorio di una SOCIETÀ PARALIZZATA DALL’INFLAZIONE BUROCRATICA, DOVENIENTE È PIÙ GARANTITO, NÉ IL SALARIO, NÉ LA CASA, NÉ I PRODOTTI NATURALI, NÉ LE RISORSE ENERGETICHE, NÉ LE CONQUISTE SOCIALI. In un’atmosfera resa oppressiva dalla rarefazione degli affari, LA DIMINUZIONE DEL LAVORO È EVIDENTEMENTE SENTITA COME UNA MALEDIZIONE. La disoccupazione è un lavoro svuotato. Una stessa rassegnazione vi fa attendere un’elemosina come il lavoratore attende il suo salario dedicandosi ad un’occupazione che lo annoia (anche se ormai giudica imprudente confessarlo). Mentre TUTTO VA ALLA MALORA sul filo di una disperazione ispirata dall’AUTODISTRUZIONE PLANETARIA ECONOMICAMENTE PROGRAMMATA, UN MONDO È LÀ, LASCIATO ALL’ABBANDONO, UN MONDO CHE BISOGNA RESTAURARE, SPOGLIARE DELLE SUE NOCIVITÀ E RICOSTRUIRE PER IL NOSTRO BENESSERE, come se, SPEZZANDOSI, LO SPECCHIO DELLE ILLUSIONI CONSUMISTICHE avesse messo la felicità alla nostra portata, dopo averne mostrato il falso riflesso. Diminuire il tempo di lavoro per meglio distribuirlo? Sia pure. Ma in quale prospettiva e con quale coscienza? Se l’obbiettivo dell’operazione è, per i più, AUMENTARE LA PRODUZIONE DI BENI E DI SERVIZI UTILI AL MERCATO E NON ALLA VITA, in cambio di un salario che ne pagherà il consumo crescente, allora il vecchio capitalismo non avrà fatto altro che recuperare a suo profitto ciò che finge di abbandonare al profitto di tutti. Al contrario, se la stessa pratica ubbidisce alle sollecitazioni di un neocapitalismo che CERCA NELL’INVESTIMENTO ECOLOGICO UN’ARMA CONTRO L’IMMOBILISMO di un padronato senza immaginazione, mancherà soltanto una presa di coscienza perché IL SALARIO GARANTITO E IL TEMPO DI LAVORO RIDOTTO APRANO A CIASCUNO IL CAMPO DI UNA LIBERA CREAZIONE E LA LIBERTÀ DI RITROVARSI ED ESSERE INFINE SE STESSI. Perché, a dispetto dell’occultazione che intrattengono intorno ad essa LE BUROCRAZIE DELLA CORRUZIONE E LE MAFIE AFFARISTE, ESISTE UNA DOMANDA ECONOMICO-SOCIALE CHE VA CONTROCORRENTE RISPETTO ALLE GRIDA DI SOCCORSO DEL DISASTRO ORDINARIO. ESSA RECLAMA UN AMBIENTE CHE MIGLIORI LA QUALITÀ DELLA VITA, una PRODUZIONE SENZA OPPRESSIONE NÉ INQUINAMENTO, dei RAPPORTI AUTENTICAMENTE UMANI, la FINE DELLA DITTATURA CHE LA REDDITIVITÀ ESERCITA SULLA VITA. Sta a voi – e alla nuova scuola che inventerete – impedire che la creatività, obiettivamente stimolata dalla promessa di impieghi di utilità pubblica, si intrappoli nell’alienazione economica, tagliandosi fuori dalla creazione di sé. Se vi dimenticate DI CIÒ CHE SIETE E IN QUALE VITA VOLETE ESSERE, non sperate in un altro destino che quello di una merce buona da buttare appena superata la cassa.

PRIVILEGIARE LA QUALITÀ A forza di OBBEDIRE AL CRITERIO DELLA QUANTITÀ, la corsa al profitto scade nell’ASSURDITÀ DELLA SOVRAPPRODUZIONE. Produrre molto aumentava ieri il plusvalore dei padroni, che non esitavano a DISTRUGGERE LE ECCEDENZE DI CAFFÉ, DI CARNE, DI GRANO PER IMPEDIRE UN ABBASSAMENTO DEI PREZZI SUL MERCATO. Lo sviluppo del consumo, toccando un più vasto settore della popolazione, ha permesso di ASSORBIRE IN UNA CERTA MISURA UNA CRESCENTE QUANTITÀ DI MERCI concepite piuttosto a scopo di guadagno che per il loro uso pratico. LA QUALITÀ DI UN PRODOTTO è stata considerata con tanta più disinvoltura in quantoNON ERA QUESTA A DETERMINARE IL LIVELLO DELLE VENDITE, MA LA MENZOGNA PUBBLICITARIA DI CUI ERA RIVESTITA PER SEDURRE IL CLIENTE. Ma a forza di lavare sempre più bianco anche la menzogna finisce per logorarsi. Offesa dall’eccesso di disprezzo, la clientela ha finito per recalcitrare. Si è mostrata critica, ha rifiutato di ingoiare ciecamente quello che il cucchiaino dello slogan gli infilava ad ogni momento negli occhi, in bocca, nelle orecchie, in testa. Molti hanno dunque deciso di NON LASCIARSI PIÙ CONSUMARE DA UN’ECONOMIA CHE SE NE INFISCHIA DELLA LORO SALUTE E DELLA LORO INTELLIGENZA. ESIGENDO LA QUALITÀ DI CIÒ CHE VIENE LORO PROPOSTO, SCOPRONO O RISCOPRONO LA LORO QUALITÀ DI ESSERI, la loro specificità di individui lucidi, che era stata occultata da quella RIDUZIONE ALLO STATO GREGARIO provocata e intrattenuta dalla propaganda consumistica. Ma, mentre gli ORGANISMI DI DIFESA DEI CONSUMATORI organizzano il BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI SNATURATI da un’agricoltura che inonda il mercato di cereali forzati, di ortaggi concimati, di carni provenienti da animali martirizzati in allevamenti-lager, sembra che NELLE SCUOLE CI SI RASSEGNI A VEDERE LA CULTURA AVVIARSI SULLA STESSA STRADA DELLA PEGGIORE AGRICOLTURA. Se gli uomini politici nutrissero nei riguardi dell’educazione le buone intenzioni che proclamano a ogni piè sospinto, non dovrebbero mettere in opera tutto per GARANTIRE LA QUALITÀ? Tarderebbero forse a decretare le DUE MISURE CHE DETERMINANO LA CONDIZIONE SINE QUA NON DI UN APPRENDIMENTO UMANO: AUMENTARE IL NUMERO DI INSEGNANTI E DIMINUIRE IL NUMERO DI ALLIEVI PER CLASSE, in modo che CIASCUNO SIA TRATTATO SECONDO LA SUA SPECIFICITÀ E NON NELL’ANONIMATO DI UNA FOLLA?

Ma, apparentemente, l’INTERESSE HA PER LORO UNA CONNOTAZIONE PIÙ ECONOMICA CHE SEMPLICEMENTE UMANA. Se I GOVERNI PRIVILEGIANO L’ALLEVAMENTO INTENSIVO DI STUDENTI CONSUMABILI SUL MERCATO, allora i principi di una sana gestione prescrivono di stivare nello spazio scolastico più piccolo la QUANTITÀ MINIMA DI TESTE, modellabili dal minimo personale possibile. La logica è perfetta e NESSUNA SOCIETÀ PROTETTRICE DEGLI ANIMALI INSORGERÀ CONTRO IL CONSUMO forzato di conoscenze sottoposte alla legge della domanda e dell’offerta, né contro gli usi da mercanti di cavalli che regnano sulla fiera del lavoro. Rassegnatevi dunque al PARTITO PRESO DELLA STUPIDITÀ che implica lo stato gregario, perché PER EDUCARE UNA CLASSE DI TRENTA ALLIEVI NON VEDO CHE LA SFERZA O L’ASTUZIA. Ma non invocate l’impossibilità materiale di PROMUOVERE UN INSEGNAMENTO PERSONALIZZATO. Gli sviluppi delle TECNICHE AUDIOVISIVE non potrebbero permettere ad un grande numero di studenti di ricevere individualmente ciò che un tempo apparteneva al maestro di ripetere fino a memorizzazione (ortografia, grammatica elementare, vocabolario, formule chimiche, teoremi, solfeggio, declinazioni…)? Oppure di verificare come in un gioco il grado di assimilazione e di comprensione? Così LIBERATO DI UN’OCCUPAZIONE INGRATA E MECCANICA, L’EDUCATORE NON AVREBBE PIÙ CHE DA DEDICARSI ALL’ESSENZIALE DEL SUO COMPITO: assicurare la qualità delle informazioni globalmente ricevute, AIUTARE ALLA FORMAZIONE DI INDIVIDUI AUTONOMI, dare il meglio del suo sapere e della sua esperienza AIUTANDO CIASCUNO A LEGGERSI E A LEGGERE IL MONDO. INFORMAZIONE AL MASSIMO NUMERO DI SOGGETTI POSSIBILI, FORMAZIONE PER PICCOLI GRUPPI. Al centro di una vasta rete di irrigazione che dreni verso ogni allievo la molteplicità delle conoscenze, l’educatore avrà finalmente la libertà di diventare ciò che ha sempre sognato di essere: il RIVELATORE DI UNA CREATIVITÀdi cui non vi è nessuno che non possieda la chiave, per quanto nascosta essa sia sotto il peso delle passate costrizioni.

Capitolo V IMPARARE L’AUTONOMIA, NON LA DIPENDENZA […] PARADOSSALMENTE IL SISTEMA EDUCATIVO, che accoglie con i giovani ciò che cambia di più, È ANCHE QUELLO CHE MENO È CAMBIATO. […] Ricordate che NESSUNO È PARAGONABILE NÉ RIDUCIBILE A NESSUN ALTRO, A NIENTE ALTRO. CIASCUNO POSSIEDE LE SUE PROPRIE QUALITÀ, NON GLI RESTA CHE AFFINARLE PER IL PIACERE DI SENTIRSI IN ACCORDO CON CIÒ CHE VIVE. CHE SI CESSI DUNQUE DI ESCLUDERE DAL CAMPO EDUCATIVO IL FANCIULLO CHE SI INTERESSA PIÙ AI SOGNI E AI CRICETI CHE ALLA STORIA DELL’IMPERO ROMANO. PER CHI RIFIUTA DI LASCIARSI PROGRAMMARE DAI CALCOLATORI della vendita promozionale, TUTTE LE STRADE PORTANO VERSO DI SÉ E VERSO LA CREAZIONE. […]CHI SOPPORTERÀ CHE LA SCUOLA PROPONGA ANCORA COME MODELLI DI REALIZZAZIONE IL FINANZIERE EFFICACE E CORROTTO, L’UOMO POLITICO ENERGICO E RIMBECILLITO, IL MAFIOSO CHE REGNA CON IL CLIENTELISMO E LA CORRUZIONE, MENTRE L’UOMO D’AFFARI TRAE I SUOI ULTIMI PROFITTI DAL SACCHEGGIO DEL PIANETA? RICERCARE LA PROPRIA IDENTITÀ IN UNA RELIGIONE, UN’IDEOLOGIA, UNA NAZIONALITÀ, UNA RAZZA, UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN MITO, UN’IMMAGINE VUOL DIRE CONDANNARSI A NON RAGGIUNGERSI MAI. IDENTIFICARSI A CIÒ CHE SI POSSIEDE IN SÉ DI PIÙ VIVO, QUESTO SOLO EMANCIPA. L’ALLEANZA CON IL BAMBINO È UN’ALLEANZA CON LA NATURA […] Che la COSCIENZA DI UN SACCHEGGIO PLANETARIOsia passata dalla difesa dell’ambiente ad una VOLONTÀ DI APPROCCIO NON VIOLENTO ALLE RISORSE NATURALI ha contribuito non poco a SPEZZARE IL GIOGO CHE LO SFRUTTAMENTO ECONOMICO faceva pesare SULL’UOMO, LA DONNA, IL BAMBINO, LA FAUNA E LA FLORA. […] Il FALLIMENTO DI UN’ECONOMIA DI SACCHEGGIO E DI INQUINAMENTO e l’emergere di un progetto […] Nella LOTTA CONTRO IL CANCRO, È PREVALSA A LUNGO L’IDEA CHE SI DOVESSERO DISTRUGGERE LE CELLULE CHE UN’IMPROVVISA E FRENETICA PROLIFERAZIONE CONDANNAVA AL DEPERIMENTO. Si ritiene oggi PREFERIBILE RAFFORZARE IL POTENZIALE DI VITA DELLE CELLULE PERIFERICHE SANE eFAVORIRE LA RICONQUISTA DI CIÒ CHE È VIVO PIUTTOSTO CHE ANNIENTARE QUELLE DI CUI LA MORTE SI È IMPADRONITA. Mi piacerebbe molto che un simile atteggiamento determinasse sovranamente il nostro rapporto con noi stessi, coi nostri simili e con il mondo. Al contrario di TANTE GENERAZIONI ABBRUTITE CHE FECERO DELLA SENSIBILITÀ UNA DEBOLEZZA, da cui molti si premunivano diventando sanguinari, noi sappiamo ormai che l’amore di ciò che vive risveglia un’intelligenza senza parimisura con lo spirito contorto che regna sugli universi totalitari. Un’ETICA DEL RISPETTO DEGLI ESSERI, altamente stimabile, prescrive di NON UCCIDERE UN ANIMALE, di NON ABBATTERE UN ALBERO SENZA AVER TENTATO DI TUTTO PER EVITARLO. Ciò nondimeno, quel che una tale raccomandazione comporta di artificio e di costrizione, non eliminerà mai la convinzione come la COSCIENZA CHE IL DANNO CHE SI FA A CIÒ CHE È VIVO LO SI FA A SE STESSI, se non si fa attenzione, perché CIÒ CHE È VIVO NON È UN OGGETTO MA UN SOGGETTO CHE MERITA DI ESSERE TRATTATO SECONDO IL DIRITTO IMPRESCRITTIBILE DI CIÒ CHE È NATO ALLA VITA.

SULL’AIUTO INDISPENSABILE AL RIFIUTO DELL’ASSISTENZA PERMANENTE IL CAMMINO DELL’AUTONOMIA È SIMILE A QUELLO DEL BAMBINO CHE IMPARA A CAMMINARE. NON CI SI RIESCE SENZA LACRIME E SFORZI. Il rischio di cadere, di farsi male, di soffrire aggiunge ai primi passi l’OSTACOLO DELLA PAURA. Tuttavia il SOCCORSO DI UN AFFETTO CHE INCORAGGIA A RIALZARSI, A RICOMINCIARE, ad ostinarsi, a coordinare i gesti dimostra che la padronanza dei movimenti […] Ispirandosi a quella COMPRENSIONE OSMOTICA DOVE SI EDUCA LASCIANDOSI EDUCARE, le SCUOLE MATERNE attingono al privilegio di accordare il DONO DELL’AFFETTO E IL DONO DELLE PRIME CONOSCENZE […] LA ROTTURA È BRUTALE ALL’INGRESSO NELLE SUPERIORI. SI REGREDISCE NELLA FAMIGLIA ARCAICA DOVE IL FANCIULLO IMPARAVA A CAVARSELA DA SOLO […] Al DESIDERIO SINCERO DI FARE DELL’ADOLESCENTE UN ESSERE UMANO A TUTTI GLI EFFETTI si sovrappone in un evitabile malessere l’ESERCIZIO DI UN POTERE AL QUALE LA STRUTTURA GERARCHICA COSTRINGE L’INSEGNANTE. Come potrebbe non VINCERE LA TENTAZIONE DI RENDERSI INDISPENSABILE E DI COLTIVARE NELLO STUDENTE UNA DEBOLEZZA CHE NE RENDE PIÙ FACILE IL DOMINIO? CHI VENDE STAMPELLE HA BISOGNO DI ZOPPI. Usciamo appena e con pena da una società in cui, NON AVENDO MAI POTUTO CREDERE IN SE STESSI, gli individui hanno accordato la loro credenza a tutti i poteri che li storpiavano facendoli marciare. DIO, CHIESE, STATO, PATRIA, PARTITO, LEADERS E PICCOLI PADRI DEI POPOLI, TUTTO È STATO RAGIONEVOLE PRETESTO PER NON DOVER VIVERE DA SE STESSI. QUESTI BAMBINI CHE UN TEMPO RIALZAVAMO PER FARLI CADERE, È TEMPO DI INSEGNAR LORO A IMPARARE DA SOLI. CHE SIA INFINE ROTTA L’ABITUDINE DI ESSERE IN DOMANDA ANZICHÉ ESSERE IN OFFERTA, E CHE SIA ARCHIVIATA LA MISERABILE SOCIETÀ DI ASSISTITI PERMANENTI LA CUI PASSIVITÀ FA LA FORZA DEI CORROTTI.

IL DENARO DEL SERVIZIO PUBBLICO NON DEVE PIÙ ESSERE AL SERVIZIO DEL DENARO L’EDUCAZIONE APPARTIENE ALLA CREAZIONE DELL’UOMO, NON ALLA PRODUZIONE DI MERCI. […] LA LOGICA DEGLI AFFARI, CHE TENTA DI GOVERNARCI, esige che ogni retribuzione, sovvenzione o elemosina consentita si paghi con la MASSIMA OBBEDIENZA AL SISTEMA MERCANTILE. Non avete altra scelta che SEGUIRLA O RIFIUTARLA SEGUENDO I VOSTRI DESIDERI. O ENTRERETE COME CLIENTI NEL MERCATO EUROPEO DEL SAPERE LUCRATIVO – cioè come SCHIAVI DI UNABUROCRAZIA PARASSITARIA, condannata a crollare sotto il PESO CRESCENTE DELLA SUA INUTILITÀ -, O VI BATTERETE PER LA VOSTRA AUTONOMIA, getterete le BASI PER UNA SCUOLA ED UNA SOCIETÀ NUOVE, eRECUPERERETE, PER INVESTIRLO NELLA QUALITÀ DELLA VITA, IL DENARO DILAPIDATO OGNI GIORNO NELLA CORRUZIONE ORDINARIA DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE. […] OCCUPATE DUNQUE GLI EDIFICI SCOLASTICI ANZICHÉ LASCIARVI POSSEDERE DAL LORO SFACELO PROGRAMMATO. ABBELLITELI SECONDO IL VOSTRO GUSTO, CHÉ LA BELLEZZA INCITA ALLA CREAZIONE E ALL’AMORE, MENTRE LA BRUTTEZZA ATTIRA L’ODIO E L’ANNIENTAMENTO. TRASFORMATELI IN ATELIERS CREATIVI, IN CENTRI DI INCONTRO, IN PARCHI DELL’INTELLIGENZA ATTRAENTE. CHE LE SCUOLE SIANO I FRUTTETI DI UN GAIO SAPERE, COME GLI ORTI CHE I DISOCCUPATI E I PIÙ DEBOLI NON HANNO ANCORA AVUTO L’IMMAGINAZIONE DI PIANTARE NELLE GRANDI CITTÀ SFONDANDO IL BITUME E IL CEMENTO. […] STA ALLE COLLETTIVITÀ DI ALLIEVI E PROFESSORI IL COMPITO DI STRAPPARE LA SCUOLA ALLA GLACIAZIONE DEL PROFITTO e renderla alla semplice generosità dell’umano. […]

Nota: * C. de Brie, “LA POLITICA PERVERTITA DAI GRUPPI D’AFFARI”, Le Monde Diplomatique, ottobre 1994

Tratto da: RAOUL VANEIGEM. AVVISO AGLI STUDENTI. UNA SCUOLA DOVE LA VITA SI ANNOIA INSEGNA SOLO LA BARBARIE Avertissement aux écoliers et lycéens, 1995 (testo originale) Autore: Gabriella Giudici - Pubblicato: 23 agosto 2011

Https://scienzeumanegiudici.wordpress.com/2011/08/23/raoul-vaneigem-avviso-agli-studenti-una-scuola-dove-la-vita-si-annoia-insegna-solo-la-barbarie/

Añadida por Ivano Paolo Todde el 14 Jul 2013 at 05:06 PM | Comentarios (0)
| |
Comentarios anteriores...
Europe
America
Asia
Africa
Oceania
  • Europe
  • France
  • Hungary
  • Italy
  • Deutschland
  • România
  • España
  • Portugal
  • Greece
  • United Kingdom
  • Ireland
  • Serbia (Cyrillic)
  • Serbia (Latin)
  • Serbo-Croatian
  • Bosnian
  • Montenegrin (Latin)
  • Russia
  • USA
  • Brasil
  • Ecuador
  • Chile
  • Argentina
  • Indonesia
  • 中国
  • South Africa
  • Australia
  • New Zealand
×
Las cookies nos ayudan a ofrecer nuestros servicios. Al utilizar nuestros servicios, aceptas el uso de cookies. Más información