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Investitori prudenti in attesa di sviluppi su trade war e verbali Fomc

Diversi fronti cali, caratterizati da enorme incertezza, hanno spinto gli investitori in una fase molto delicata e complessa. La guerra commerciale sino-americana, le notizie dal fronte geopolitico e anche l'imminente pubblicazione dei verbali della Fed, potrebbero dare scosse ai mercati in una direzione o nell'altra.

Gli eventi clou per gli investitori

investitoriPer questo motivo tra gli investitori prevale una certa prudenza, mentre la sola certezza è l'indebolimento forte dell’attività economica globale. Tutti questi fattori stanno sostenendo la richiesta di lingotti d’oro, che rimane sopra la fascia dei 1.500 dollari, e potrebbe rimbalzare nel caso in cui ci fossero dei progressi nei negoziati commerciali tra USA e Cina, in programma da domani. Discorso analogo vale per il franco svizzero, considerata valuta rifugio (qui si parla delle previsioni cambio euro franco svizzero).

I negoziati tra le due superpotenze economiche mondiali si preannunciano comunque tesi, soprattutto dopo che il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che limiterà i visti per alcuni funzionari cinesi e proibirà a molte società cinesi di acquistare prodotti da imprese USA, senza una preventiva autorizzazione del governo. 

Dollaro e FED

Come si può vedere su qualunque broker autorizzati Consob, dall’inizio della scorsa settimana, sul dollaro USD stanno facendo sentire il loro peso i timori per un rallentamento della crescita economica (specie dopo i deludenti dati sull’attività delle imprese nel settore manifatturiero e non), che potrebbe aprire le porte a nuovi tagli del costo del denaro da parte della Federal Reserve. Non a caso le probabilità implicite di un taglio del tasso sono aumentate, passando dal 72,90% della scorsa settimana all’82,20% attuale. Tuttavia, gli investitori si mantengono prudenti anche per l’imminente diffusione dei verbali del FOMC, che potrebbe evidenziare una impostazione accomodante della Fed meno marcata di quanto stimato in precedenza, dopo i due tagli dello 0,25% di luglio e settembre.

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